Accertamento da studi di settore: vanno valorizzate le osservazioni del contribuente in sede di contraddittorio.

La motivazione dell’atto di accertamento, nel caso esso si concretizzi nel riferimento agli studi di settore, non può esaurirsi nel mero rilievo dello scostamento dai parametri, ma deve essere integrata – anche sotto il profilo probatorio – con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio, solo così potendo emergere la gravità, precisione e concordanza attribuibile alla presunzione basata sui parametri e la giustificabilità di un onere della prova contraria (ma senza alcuna limitazione di mezzi e di contenuto) a carico del contribuente (Sez. 5 n. 27822 del 12/12/2013).

Questo principio viene ribadito nella Sentenza 19 aprile 2017, n. 9793 della Corte di Cassazione, Quinta sezione (Presidente: Piccininni Carlo, Relatore: Sandrini Enrico Giuseppe).

Secondo la Corte bene ha fatto la Commissione Regionale a valorizzare le circostanze di fatto dedotte dal contribuente, in sede di contraddittorio con l’Agenzia, a titolo di giustificazione dello scostamento – rispetto ai parametri dello studio di settore applicabile  – basate sulla specificità dell’attività aziendale e del ciclo produttivo, caratterizzato dall’esecuzione delle lavorazioni su ordinazione delle stazioni committenti, rappresentate per lo più da società di leasing, previa predisposizione dei singoli componenti dei macchinari industriali, destinati ad essere assemblati soltanto a seguito della ricezione dell’ordine esecutivo. Ciò ritenendo congrua e plausibile la conseguente spiegazione, offerta dal contribuente, dello scostamento che è stato rilevato nel 2004, come effetto della contabilizzazione nel 2005 – secondo il criterio della competenza – dei ricavi fatturati nell’esercizio successivo a quello di acquisizione degli ordini di produzione, portati a definitivo compimento nel 2005.