Nella Gazzetta Ufficiale n.146 del 24 giugno 2016 esce l’attesa Legge contenente le disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave. L’approvazione del testo nella versione definitiva era avvenuta il 14 giugno 2016 alla Camera.

La Legge, come si legge all’articolo 1, è volta a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità. Per quanto riguarda gli strumenti si legge che il testo normativo è volto, altresì, ad agevolare le erogazioni da parte di soggetti privati, la stipula di polizze di assicurazione e la costituzione di trust, di vincoli di destinazione di cui all’articolo 2645-ter del codice civile e di fondi speciali, composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratto di affidamento fiduciario anche a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

Viene istituito per gli scopi previsti dal provvedimento il Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. La dotazione del Fondo è determinata in 90 milioni di euro per l’anno 2016, in 38,3 milioni di euro per l’anno 2017 e in 56,1 milioni di euro annui a decorrere dal 2018. La gestione del fondo appare da subito, peraltro, piuttosto fumosa, demandando all’intervento degli enti locali e delle associazioni del terzo settore. Considerando come siano finiti tanti soldi pubblici per opere caritatevoli fatti gestire da enti pubblici non piace questa impostazione.

Viene fissata una detraibilità (piuttosto misera, per la verità) delle spese per premi assicurativi ramo vita a favore di persone con disabilità grave.

Viene previsto che i beni e i diritti conferiti in trust ovvero gravati da vincoli di destinazione di cui all’articolo 2645-ter del codice civile ovvero destinati a fondi speciali di cui al comma 3 dell’articolo 1, istituiti in favore delle persone con disabilità grave come definita dall’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertata con le modalità di cui all’articolo 4 della medesima legge, siano esenti dall’imposta sulle successioni e donazioni.

Un po’ più di coraggio avrebbe forse consentito l’esenzione anche delle ipotecarie e catastali. In considerazione anche del fatto che se l’imposta riguarda il rapporto genitori-figli, come spesso succede, c’è una esenzione alta (un milione e mezzo) comunque già oggi. In più per ottenere la nuova esenzione vengono imposte delle clausole da recepire nell’atto di trust o simili.

In conclusione una legge molto attesa, come detto, ma che forse si poteva scrivere meglio.