Di conseguenza egli non ha potuto svolgere né attività difensive, né tantomeno partecipare all’udienza di discussione. Nel giudizio di merito si era anche appurato che il predetto procuratore non aveva mai cambiato indirizzo durante il processo.

La Corte ricorda come sia principio affermato dalle SS.UU. 13654/11 che “in tema di contraddittorio nel processo tributario, ai sensi dell’art. 17, comma primo, del d.lgs. n. 546 del 1992, la comunicazione dell’avviso di trattazione della causa, ex artt. 31 e 61 del d.lgs. cit., deve essere effettuata, nel caso di esistenza di un domicilio eletto, presso quest’ultimo o, comunque, mediante consegna in mani proprie; in difetto, la trattazione della causa deve ritenersi svolta in violazione dei principi del contraddittorio e della difesa e tutti gli atti compiuti da quel momento in poi sono da considerare come del tutto nulli”.

La conseguenza non può che essere l’accoglimento del ricorso e la cassazione con rinvio della sentenza di appello.