Forfetario e compensi restituiti: un’interpretazione troppo rigida dell’Agenzia?
Con la Risposta n. 26/2026 l’Agenzia delle Entrate affronta un tema di particolare interesse per i professionisti in regime forfetario: la rilevanza, ai fini del superamento della soglia degli 85.000 euro, dei compensi percepiti per errore e successivamente restituiti.
Il caso riguarda una medico di medicina generale che, a causa di un errore amministrativo dell’Azienda Sanitaria, ha percepito nel 2024 compensi superiori a quelli effettivamente spettanti, poi integralmente restituiti nel corso del 2025. Nonostante la restituzione, la Certificazione Unica 2025 riportava l’intero importo erogato nel 2024, determinando il superamento della soglia e la conseguente fuoriuscita dal regime agevolato per il 2025.
L’istante ha chiesto quindi se fosse possibile escludere dal computo dei compensi 2024 le somme non spettanti e restituite, anche in assenza di rettifica della CU da parte del sostituto d’imposta.
L’Agenzia fornisce una risposta netta: ai fini della verifica del limite di 85.000 euro rilevano tutti i compensi percepiti nel periodo d’imposta, compresi quelli successivamente restituiti, non essendo prevista alcuna deroga normativa sul punto. Pertanto, le somme erroneamente corrisposte concorrono sia alla determinazione della base imponibile sia alla verifica della soglia per la permanenza nel regime forfetario. Se il superamento del limite si è effettivamente verificato nel 2024, il regime cessa di applicarsi dal 2025, indipendentemente dalla restituzione intervenuta nell’anno successivo. Quanto al maggior carico fiscale derivante dall’inclusione di tali somme nella dichiarazione, l’unica strada indicata dall’Amministrazione è la presentazione di un’istanza di rimborso dell’imposta sostitutiva versata sulle somme non spettanti, allegando idonea documentazione.
La risposta conferma dunque un’interpretazione rigorosa e alquanto formalistica del criterio di cassa proprio del regime forfetario, con effetti che possono risultare penalizzanti nei casi di errori amministrativi non imputabili al contribuente. Si tratta di un chiarimento rilevante che richiama l’attenzione dei professionisti sulla corretta gestione dei compensi percepiti e sulla tempestiva verifica di eventuali anomalie, considerato l’impatto che anche somme non dovute possono avere sulla permanenza nel regime agevolato
